2° dopo la Dedicazione – La partecipazione delle genti alla salvezza
Un dato di fatto
In un mondo globalizzato, dove la fede conta sempre meno e nel quale pure si percepisce la differenza tra le fedi, quanto conta avere fede? Ha senso ancora cercare il mistero di Dio? Trovo due risposte molto serie nelle scritture.

Due risposte chiave
La prima risposta viene dal Vangelo. Gesù stesso ci ricorda che “Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi”, ovvero ha senso cercare il regno di Dio anche in mezzo a tempi difficili, a persone che non hanno più fede o a uomini che hanno fedi diverse. Fuggendo quella tentazione che abbiamo sempre, come tutti i credenti, ovvero la tentazione di voler vedere la propria parte trionfare, avere la meglio. È la tentazione di dividere i buoni dai cattivi, salvare gli uni e condannare gli altri, che è sempre dentro di noi e che riemerge quando alcuni fenomeni, come la guerra, acuiscono i problemi. Gesù stesso dice più volte che male e bene, buoni e cattivi dovranno vivere insieme fino alla fine del tempo. È solo nel giudizio universale che avverrà la separazione. Separazione che non spetta a noi, ma a Dio. Ecco perché ha senso camminare nella fede, nella ricerca del mistero di Dio, nonostante quello che capita e sopportare anche la presenza di uomini cattivi. Caso mai da richiamare a conversione, come ci diceva l’epistola.
Proprio qui trovo una seconda risposta alla nostra domanda e per nutrire la nostra riflessione: noi cosa dobbiamo fare allora? San Paolo ci dice: “Dal punto a cui siamo arrivati, insieme procediamo”. Frase che ci ricorda che la fede è un cammino da percorrere insieme, in modo sinodale, diremmo noi proprio mentre si chiude la sessione del sinodo durata un mese e che vedrà la sua conclusione il prossimo anno.
Camminare insieme
Questa settimana cerchiamo di camminare insieme:
- insieme tra noi, cercando di vivere anche le feste e le solennità che ci stanno davanti, con quello spirito ecclesiale che unisce e che ci permette di sperimentare la forza della comunità e della fraternità;
- insieme ai santi, di cui faremo memoria mercoledì e che sono i nostri intercessori. A loro chiediamo quella forza che ci serve per vivere bene il cammino;
- insieme ai morti, che commemoreremo giovedì. La loro memoria, preziosa, ci aiuti a capire cosa dobbiamo fare mentre tutto sta mutando e mentre tutto sembra quasi dirci che non vale più la pena avere fede. La fede dei nostri cari ci suggerisca il contrario e continui a dirci che vale sempre la pena di credere alla presenza del Signore risorto tra noi.
Ecco, così vorrei che vivessimo i prossimi giorni che devono essere giorni per rendere più forte la fede. Anche attraverso i segni. Vi invito alla processione “dei morti”, mercoledì 1/11, alle ore 15.00 sul viale del cimitero. Percorrendo il “Viale delle rimembranze” ci ricorderemo dei caduti dalla prima guerra e di tutte le guerre, non solo per ricordare chi sacrificò la vita per la nostra patria, ma per trarre messaggi di pace per il mondo di oggi.
Il Vostro Parroco,