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VI dopo il martirio – Festa della MADONNA DEL ROSARIO

La Madonna del Rosario

Concludiamo oggi la festa della Madonna del Rosario. Molti di voi, in settimana, hanno partecipato ad una delle modalità di preghiera proposte e molti hanno scelto di frequentare il corso di esercizi spirituali che ci ha aiutato a riflettere sui 15 anni di vita della comunità pastorale.

I servi inutili

Ci aiuta a terminare la riflessione il Vangelo di oggi che ci ricorda che tutti siamo “servi inutili”. Chi è il servo inutile? Il Vangelo ci lascia ben intendere che il “servo inutile” è un figlio di Dio che si dà da fare, gratuitamente, generosamente, senza tenere conto del proprio tempo, delle cose da fare, di quello che fanno gli altri. Il “servo inutile” è un uomo, una donna che non si perde in chiacchiere, non vive di pettegolezzo, non vive di confronti. Agisce secondo quello che gli è possibile fare, possibilmente nel nascondimento, sapendo che la ricompensa è ben riposta in Dio. Il “servo inutile” è l’uomo, la donna della gratuità: non chiede niente in cambio, si lascia disturbare, sapendo, come ci ha per altro detto la prima lettura di questa domenica che tutto viene da Dio, che tutto è suo dono, che, a volte, il Signore dà, a volte toglie, ma tutto deve aiutarci a benedire il suo nome.

Il “servo inutile” è un uomo, una donna che, quando ha finito un servizio per altri uomini, si domanda come poter continuare la propria opera. Non occupa posti, non pretende ricompense: gli basta essere utile. L’inutilità del servo sta proprio in questa sua utilità per ogni cosa buona. Il servo inutile è, in sintesi, un uomo, una donna, che vive il Vangelo della carità.

Essere o diventare servi inutili

Credo che, nella nostra comunità pastorale, ci siano già molti “servi inutili”. Sono una benedizione di Dio, sono tutti gli uomini e le donne volontarie che si rendono sempre disponibili per un compito, per un’attività. A volte li vediamo, perché il loro compito è visibile, avviene davanti a tutti. Altre volte sono proprio nascosti, sono quasi invisibili. Tutti, con generosità, partecipano di quell’unica missione della Chiesa sulla quale abbiamo riflettuto proprio in questi giorni di preparazione alla festa della Madonna del Rosario. Anche questa preziosa testimonianza parla a tutti, specialmente a chi rimane un po’ ai margini della comunità, a chi non ha una collocazione precisa, a chi rimane un po’ indietro. Questa testimonianza chiede a tutti di diventare “servi inutili” del Vangelo. Aggiungeva don Tonino Bello, in un’omelia di molti anni fa, che occorre essere non solo “servi inutili” ma “a tempo pieno”, per ricordare che questa spiritualità della partecipazione, del servizio nella gratuità, nel nascondimento, senza pretese, con viva libertà, è una spiritualità che va acquisita e mai perduta.

Alla Madonna del Rosario chiediamo questa grazia. Chiediamo, personalmente, di diventare così o, se ci riconosciamo già dentro questa forma di vita spirituale, di rimanere in essa. Se, invece, siamo lontani da essa, chiediamo la grazia di parteciparvi. Chiediamo a Maria Santissima di essere più partecipi di quel dono di grazia che viene dalla vita comune. Edificheremo così la nostra chiesa, ma, soprattutto, edificheremo la nostra anima. Il servo inutile, infatti, sa di essere al mondo per andare incontro al Signore, per attendere la sua manifestazione. Così, come un figlio di Dio che attende solo il giorno beato dell’incontro con il Padre, sentendosi invitato a questo incontro da Maria, Madre del cammino, che tutti porta verso la salvezza

Il Vostro Parroco,