È stato dunque l’ex coadiutore di San Giulio, dove ha svolto il suo ministero dal 1973 al 1992, a presiedere la tradizionale messa con i sacerdoti originari di Cassano Magnago o che vi hanno prestato servizio. Un appuntamento segnato stavolta anche dalla ricorrenza dei 15 anni dalla nascita della comunità pastorale San Maurizio, che riunisce le tre parrocchie della città.

Senza nascondere la commozione, don Giuseppe ha sottolineato la comune vocazione dei cristiani: «Siamo chiamati sin dal giorno del nostro battesimo, quando il Signore ha detto a ciascuno: “Servi, servi la Chiesa, testimonia”». Di questa chiamata, ha continuato, «sono stati strumento i miei genitori», le cui fedi sono contenute nel calice che loro stessi gli regalarono per la prima messa, riprodotto nell’immagine ricordo che è stata distribuita venerdì ai presenti e sulla quale sono riportate significative parole tratte dalla liturgia eucaristica: «Ti rendiamo grazie perché ci hai resi degni di stare alla Tua presenza a compiere il servizio sacerdotale». Una dignità di cui sono investiti tutti i battezzati: «Forse ce ne dimentichiamo, ma con il battesimo siamo diventati in Cristo sacerdoti, re e profeti».
Il festeggiato ha infine donato alla comunità una pergamena, a lui consegnata negli anni cassanesi dal parroco di San Giulio don Peppino Catturini, con la firma autentica di san Carlo Borromeo: si tratta di un atto con il quale, nel 1571, viene affidata al chierico Luigi Chignolo una porzione della parrocchia milanese di San Paolo in Còmpito, soppressa all’inizio dell’Ottocento.
Accanto a don Giuseppe, sull’altare, don Giancarlo Leva, già parroco di San Pietro, che ha ricordato i 55 anni dalla sua ordinazione, e il prevosto di Saronno don Claudio Galimberti, che oltre ad aver guidato la parrocchia di San Giulio è stato, nel 2008, il primo responsabile della comunità pastorale cassanese.

