SCARICA il notiziario

Domenica che precede il Martirio di San Giovanni il precursore

La storia della salvezza

Siamo nell’ultima domenica di questa prima sezione del tempo liturgico dopo Pentecoste. Abbiamo riletto tutta la storia della salvezza che si conclude con l’episodio narrato dal libro dei Maccabei.

L’esempio prima di tutto

La storia ci ricorda che, nel tempo dell’ellenizzazione, venne vietato ai Giudei di avere una propria fede e, soprattutto, un proprio culto. Essi avrebbero dovuto sottostare alle direttive imperiali e abbracciare la “fede di stato”, rinunciando ad ogni tradizione e ad ogni culto. Il periodo fu davvero drammatico, come avremo l’occasione di leggere in tutti i giorni della prossima settimana nella prima lettura delle S. Messe feriali, cosa che vi raccomanderei di fare vista la bellezza di questi libri, pur nella tragicità della storia. Nell’episodio che leggiamo oggi, abbiamo ascoltato di come un gruppo di circa mille ebrei, pur di non rinunciare alla propria fede e alle proprie tradizioni si ritirò nel deserto dove, in una vera alleanza educativa, i vecchi trasmisero ai giovani tutto il patrimonio della loro fede, non opponendo resistenza agli emissari imperiali, nemmeno quando questi vennero per metterli a morte. La coerenza, l’assoluta volontà di essere di esempio ai giovani, prevalsero su ogni cosa. Ecco perché essi, pur perdendo la vita, vinsero la sfida della storia. La loro coerenza, la loro capacità di essere superiori al nemico non per via della forza ma per la loro dirittura morale, non ebbero pari. A questo insegnamento si fa eco anche nel Vangelo; quando il Signore invita a “rendere a Dio quello che è di Dio”, intende proprio riferirsi a comportamenti come questo: comportamenti di integrità grande, di fede sincera, adamantina, forte.

La catechesi per noi

Quello che ci dicono le scritture di oggi è l’insegnamento che sta all’origine delle catechesi più recenti di papa Francesco a proposito dell’alleanza educativa tra generazioni. Più volte questa estate il Santo Padre è ritornato sul tema, approfittando anche dei suoi interventi in contesti internazionali e, soprattutto, in occasione della giornata dei nonni e della giornata mondiale della gioventù di Lisbona. Il Papa sottolinea sempre che è possibile educare oggi i giovani in senso generale, ma ancor più alla fede, solo suscitando alleanze educative tra generazioni e solo vivendo un comportamento che sia realmente esemplare ed autentico. Al di fuori di queste coordinate diventa quasi impossibile proporre un’educazione seria, forte, piena di valori e, soprattutto, di fede.

Più volte, nel corso dell’estate, anche per via degli incontri avuti con molti ragazzi in alcuni momenti di vita della pastorale estiva, mi sono tornate alla mente queste parole e questi esempi. Siamo in un momento di vera emergenza educativa e anche noi sperimentiamo, nel nostro piccolo, quanto è stato riportato da molti giornali in cronache nazionale (problemi di morale affettiva; problemi di devianze e assunzione di sostanze; problema del linguaggio e delle bestemmie pur nei luoghi di fede come oratori, campeggi…). Realtà che riguardano, purtroppo, molto da vicini i nostri giovani e i nostri ambienti. Come uscire da questa situazione? Cominciamo a fare nostra la proposta di alleanza educativa che la Scrittura ci mostra. Cerchiamo anche noi quell’alleanza educativa tra giovani e anziani; cerchiamo anche noi di essere di esempio per integrità e moralità. Non esitiamo a dire che alcune realtà sono negative e che non c’entrano con la fede. Questa chiarezza pagherà!

Il Vostro Parroco,