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3a dopo Pentecoste

Nella storia della salvezza

Sempre nella logica della storia della salvezza che ci viene proposta da questo tempo liturgico, eccoci alla “tappa” del peccato originale.

Il peccato

Su questo tema è bene ricordare la teologia biblica. In estrema sintesi:

  • L’uomo è stato creato da Dio in uno stato di grazia;
  • L’uomo perde lo stato di grazia adusando della propria libertà, non riconoscendo più Dio Creatore e Padre e ribellandosi a Lui;
  • Perdendo il rapporto con Dio egli perde anche il rapporto con sé stesso, con gli altri e con la creazione;
  • Questo peccato, detto originale, come stabilisce chiaramente il Concilio di Trento si trasmette con la natura e non per imitazione;
  • È Gesù Cristo che salva da ogni peccato, compreso dal peccato originale, perché l’abbondanza della grazia è assai maggiore rispetto a quella del peccato.

La catechesi per noi

Molto spesso, quando parliamo del peccato originale, ci areniamo. Ecco perché vi ho proposto una catechesi in pillole concentratissima ma chiara. Soprattutto ci areniamo pensando alle conseguenze del peccato originale (dolore, malattia, morte, fatica del lavoro…) secondo la formulazione classica. Non ci soffermiamo abbastanza sul dato fondamentale: la grazia di Dio è superiore a qualsiasi caduta. Questo concetto è moto presente nella trattazione dei teologi, più che mai in San Tommaso d’Aquino. Il grande teologo e dottore della Chiesa, rileggendo il brano di San paolo che ci viene proposto nell’epistola della S. Messa di oggi, insegna, con grandissima forza, che il dato più importante che abbiamo non è quello sulla realtà del peccato originale, ma quello sulla forza della grazia di Cristo. “Laddove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia”, dice San Paolo. Gli fa eco San Tommaso: “Dio utilizza anche il male dell’uomo per un bene ed un fine più grande”, insegandoci così che:

  • La grazia di Dio può ogni cosa;
  • La grazia di Dio è più forte di ogni peccato;
  • È solo seguendo Cristo che si può ottenere il perdono delle proprie colpe, compreso il peccato originale per incamminarsi verso uan vita di grazia che sarà piena nell’eternità.

È quello che Gesù ha voluto significare incontrando più volte Nicodemo e insegnando che, a partire da quella “rinascita dall’alto” che è il Battesimo, tutto diventa possibile.

Credo che a noi tutti venga detto, proprio mentre inizia il tempo estivo, che noi siamo chiamati alla sperimentazione della grazia di Dio. Questa grazia di Dio continua a scendere su di noi attraverso il continuo, costante, rinnovato incontro con Cristo nella sua Parola e nel suo Sacramento. Rinati dall’alto nel fonte battesimale, anche noi siamo chiamati a rinnovare la grazia già ricevuta con la preghiera personae, con la lettura costante e meditata della Parola di Dio, con la grazia del Sacramento eucaristico che rinnova, in noi tutti, la presenza e la forza di Cristo. Ecco il motivo di gioia contenuto nella proposta di riflessione di questa Parola di Dio.

Sostenuti da questa grazia che ci viene rivelata, chiediamo al Signore di continuare ad assisterci e a guidarci con la sua presenza e con la sua forza. Facendo anche del tempo estivo un tempo utile per il cammino della nostra anima e per la fortificazione della nostra coscienza.

Il Vostro Parroco,