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Che precede il martirio

Un’abissale distanza

Vi invito a leggere attentamente la vicenda narrata nella prima lettura di questa domenica. Vicenda che prosegue, poi, nei prossimi giorni feriali, in questa settimana dedicata al martirio di San Giovanni il Battista. La storia narrata oggi è molto semplice: nel tempo della persecuzione dei Maccabei, tutti i fedeli ebrei vennero obbligati a mangiar carni suine, che, come sappiamo, non è loro lecito mangiare, pena la morte. Mentre tutti si adattano in qualche modo, solo un tale Eleazaro si oppone alla richiesta, accettando la morte. Nutrito a forza, egli sputa le carni illecite e si avvia al suo destino. Molto suoi consiglieri gli consigliano di fingere, per avere salva la vita.. e poi si vedrà! Così come stanno facendo molti di loro. Eleazaro rifiuta: egli non vuole perdere la Vita! Inoltre si domanda come potrebbero reagire i giovani di fronte ad un tale comportamento: un vecchio che è sempre stato fedele alla religione, può arrivare alla stagione tarda della vita per fingere?

Non credo che ci siano parole da aggiungere. Il mio suggerimento vorrebbe essere solo quello di leggere, rileggere e poi ancora rileggere la parola di Dio per capire che noi non ci siamo proprio! Siamo ad una distanza abissale dalla Parola. Chi di noi non avrebbe accettato il consiglio? Chi di noi non avrebbe escogitato qualcosa del genere? Dovremmo allora chiederci: la fede cosa conta per noi? La coerenza è ancora un valore?

Verso un nuovo anno pastorale

Vi consiglio di leggere anche nei prossimi giorni le vicende dei Maccabei. Le trovate, come al solito, sul sito, con un breve commento per capire meglio una scrittura non certo facile. Vorrei che l’esempio di uomini così illustri ci aiutasse ad entrare in comunione con un esempio di fede unico, singolare, forte. Mentre iniziamo un anno che l’Arcivescovo ci chiede di centrare tutto sulla preghiera, l’atteggiamento nobile e forte dei Maccabei ci potrà aiutare a renderci conto di quanto siamo “molli” e di quanto abbiamo bisogno di qualche richiamo della Parola di Dio per essere credenti dotati di coerenza. Almeno minimale!

Qualche attenzione

È sorretti da questa preziosa indicazione che vi rimando a qualche informazione sul mese di settembre. Anzitutto sarà un mese di continue feste: settimana prossima la festa di San Bernardo alla Villa, che inizierà questo mese. Il programma è già a pag 2. Poi le tre feste degli oratori, l’11 a San Pietro, con il saluto a don Andrea; il 18 a Santa Maria, preceduta al mattino dalla festa di San Maurizio, patrono della città e della comunità pastorale; poi a San Giulio, il 25, con l’accoglienza ufficiale di don Emanuele, nuovo incaricato della pastorale giovanile. Come dicevo il 18 sarà festa per la comunità pastorale, con gli anniversari di matrimonio (vedi pag 4). Inoltre vi segnalo che giovedì 22, giorno proprio di San Maurizio, alle ore 20.45 in San Giulio la S. Messa sarà presieduta da S. Ecc. Mons Roberto Campiotti, vescovo di Volterra e già vicario per la pastorale giovanile nell’oratorio di San Giulio.

Come vedete il programma è molto intenso e nutrito. È mio desiderio che queste occasioni di festa ci vedano radunati per pregare. Occasione, come ci insegna l’Arcivescovo Mario, per dire “Amen, Alleuja, Kyrie eleison”, che sono le espressioni fondamentali della nostra preghiera. Chiediamo a San Maurizio e alla Madonna del Rosario, che concluderà questo mese di feste, di proteggerci e di aiutarci ad avere almeno un poco di quella coerenza che si addice agli uomini e alle donne di fede. Uomini e donne come dovremmo essere tutti noi. Con l’augurio di poter offrire, a tutta la comunità, percorsi di fede autentici, per riscoprire la bellezza della preghiera e della liturgia.

Il Vostro Parroco,