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Santissima Trinità

La manifestazione

Credo che la domanda che si fecero i discepoli: “Signore, come è accaduto che dovevi manifestarti al mondo?” sia, in fondo, anche la domanda che spesso ci facciamo anche noi: come si manifesta Dio? Come si manifesta Dio oggi? Che senso ha parlare dell’amore di Dio trinitario in una cultura come la nostra? Non è forse meglio pensare che Dio si manifesti negli uomini e nei loro bisogni? Credo che a tutte queste domande rispondano le scritture di oggi e di giovedì prossimo, festa del Corpus Domini.

Il primato delle relazioni

Già il primo testamento -ce lo ricorda la prima lettura di questa domenica- aveva intuito che Dio si manifestava nelle relazioni. Dio è relazione: la relazione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che è relazione di amore. Proprio perché Dio è relazione, Egli si manifesta nelle relazioni con gli uomini. Relazioni di cui Egli è non solo l’origine e il senso, perché Dio è, da sempre, Colui che va in cerca della relazione con gli uomini.

Una preziosa relazione

La relazione più importante con Dio, che noi tutti possiamo vivere, è quella che nasce, si alimenta, cresce continuamente, a partire dal Sacramento dell’Eucarestia, dove il Signore Gesù si dona a noi nella Parola e nella Presenza Reale e continua a condurre ciascuno di noi verso quell’incontro con Dio che è il fine vero della nostra esistenza. Ogni volta che permettiamo a Gesù di entrare in noi, nella nostra coscienza, si realizza quella comunione che è fondamentale perché continui a crescere la nostra fede.

Un’indicazione per il nostro cammino

Così anche noi siamo istruiti per la nostra vita spirituale e per la nostra vita in genere. Se vogliamo che la nostra fede acquisti senso e valore, abbiamo bisogno di vivere quella relazione con Dio che si dona a noi nell’Eucarestia. Senza questa relazione vera, profonda, unica, incisiva, non può crescere la nostra fede, non può continuare un cammino che dovrebbe sempre essere percorso di santità.

Parimenti, proprio perché sospinti dalla forza vitale del Sacramento, non possiamo concepire la nostra vita che come un insieme di relazioni, da curare, da vivacizzare, da rendere sempre più profonde e vere.

Il cammino cristiano è tutto proteso tra questi due poli: la relazione con Dio che si dona a noi e che vuole entrare in relazione con noi; la relazione con gli altri uomini e donne che Dio stesso mette sul nostro cammino e al nostro fianco, perché, nell’ampia scala con cui è possibile vivere le relazioni, noi tutti diamo senso compiuto ai nostri giorni.

Vorrei che questa settimana fosse tutta polarizzata dalla celebrazione del Corpus Domini, alla quale vorrei vedere davvero tutti. Vorrei che lo fissassimo come un appuntamento importante. È il Signore che ci convoca. Noi dobbiamo rispondere. Vorrei che la processione che faremo fosse il testimoniare, per alcune vie della città, la forza e la bellezza che provengono dal sacramento.

Così come vorrei che l’oratorio estivo che inizia fosse un luogo dove i nostri ragazzi possano trovare una serie di relazioni belle e coinvolgenti, tra amici, con gli educatori, con gli adulti che prestano il loro servizio. Segno che deve ricordare a ciascuno di noi che la nostra vita è essenzialmente relazione e che, quando le relazioni si impoveriscono, in realtà si impoverisce non solo la nostra vita ma anche quella di chi condivide con noi l’esistenza. Impariamo a vivere relazioni significative, incisive, piene di amore imitando Dio Trinità di Amore.

Il Vostro Parroco,