IV° Domenica dopo il martirio – Festa dell’oratorio
Una parola introduttiva
Siamo all’inizio di un anno pastorale che, come speriamo, potrà vedere la ripartenza di molte
attività. Tra queste le attività dell’oratorio e della pastorale giovanile. È un momento di gioia, di
cui la festa di questa domenica vuole essere un segno. Che cosa dire per questo anno, nella
nostra realtà cassanese?

- La presenza
Anzitutto raccomando la presenza. Presenza alla catechesi, alle attività dell’oratorio, alla Messa. In questo momento ci serve questo. Lo dice anche il Vangelo di oggi, dove il Signore afferma: “il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Possiamo sottrarci alla celebrazione domenicale, se vogliamo dirci cristiani? Possiamo pensare che la formazione di una coscienza possa essere slegata dalla celebrazione domenicale della passione e risurrezione del Signore? Io credo di no. In questo momento, per come stiamo affrontando il momento presente, ricordo che la S. Messa in streaming che si può trovare trasmessa da varie emittenti e piattaforme e anche dalla nostra stessa comunità, ha valore per i malati e per chi è fisicamente impedito ad uscire di casa. Non ha valore di celebrazione per le famiglie giovani, per i ragazzi, per tutti coloro che possono giungere in chiesa e alla celebrazione della S. Messa. Raccomando, dunque, la presenza. Con intelligenza, con le precauzioni che ci sono chieste, nel costante rispetto ed osservanza di tutte le norme e regole, come abbiamo sempre fatto e come stiamo facendo, ma in presenza! - L’oratorio domenicale
Ci lamentiamo molto del fatto che i nostri ragazzi stanno troppo tempo davanti a tutti gli strumenti informatici di intrattenimento che possediamo e di cui usufruiamo. Ebbene, l’oratorio ci dona una possibilità diversa: la domenica pomeriggio in oratorio deve essere vissuta come una modalità di stare in presenza e di relazionarci che non ha pari. I ragazzi delle elementari e delle medie potranno imparare a relazionarsi con i coetanei; gli adolescenti potranno vivere un impegno: quello di essere gli animatori dell’oratorio che, con un servizio umile, generoso e costante, si impegnano per i più piccoli; le famiglie potranno frequentare quali adulti che condividono l’arte dell’educare. Se è vero che per educare ci vogliono molte collaborazioni e molte voci, l’oratorio può essere il luogo di incontro di tutte queste voci. Invito tutti a tenere in altissima considerazione la proposta dell’oratorio domenicale e a viverla. - Sulla stanchezza
Si sente dire, da più parti, che abbiamo giovani stanchi, ed anche educatori, educatrici sfiduciati. Ebbene, questo non è il tempo della stanchezza. Il Papa continua a dirlo: lo ascoltiamo? Questo è il tempo dell’entusiasmo, della forza, dell’impegno, della collaborazione. Io credo che tutti noi, come comunità, abbiamo bisogno di giovani così: motivati, decisi, grintosi, pronti a vincere le scommesse che il tempo riserva. Dopo tutte le analisi che possiamo fare e trovate tutte le giustificazioni per il tempo attuale e per le difficoltà che presenta, l’unica cosa che ci rimane da fare è quella di rimboccarci le maniche e rimetterci all’opera. - Il frutto
Il frutto sarà quello di una comunità forte, coesa, che ritrova spazio per le relazioni. Il Signore che ci guida e Maria che è nostra patrona ci aiutino a riscoprire questa dimensione bella di vita comunitaria!
Il Vostro Parroco,
