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II° Domenica dopo il martirio

Un rimprovero…

Quello contenuto nel Vangelo di oggi sembra proprio un rimprovero del Signore: “voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?”.

…anche per noi…

Già, noi cosa cerchiamo? Forse è vero che cerchiamo di “darci gloria gli uni gli altri”, almeno dove è possibile farlo e che non siamo più di tanto disposti ad accogliere la parola del Signore che, qualche volta, è anche rimprovero. Credo allora che anche noi tutti siamo chiamati a lasciarci “conquistare” dal Signore e a cercare la gioia non in noi, nei nostri progetti, nelle nostre attività, nelle nostre cose, ma a cercare la “gioia del credere” cercando di essere quella comunità “gioiosa, unita e libera su cui già abbiamo riflettuto la scorsa settimana, nella vigilia dell’apertura del nuovo anno pastorale.

Un segno.

Ecco perché io propongo a tutti, ma proprio a tutti, un segno: la S. Messa che domenica prossima celebreremo al parco della Magana in forma unitaria. È un modo con il quale voglio che ciascuno possa coltivare l’attenzione alla comunità pastorale, sentendoci tutti uniti, oltre la parrocchia di appartenenza. È un segno. Vale per quello che vale un segno. Credo però che, se saremo in tanti a crederci, il segno può acquisire la dimensione di una direzione da percorrere, di un progetto da realizzare. L’immagine di Chiesa unita che siamo chiamati a dare vale molto più di 1000 discorsi.

L’invito.

L’invito è per tutti, per le famiglie, per i ragazzi della iniziazione cristiana, per coloro che hanno già aderito al progetto della “comunità sportiva San Maurizio” e per coloro che lo faranno nei prossimi giorni, ad essere presenti. Con semplicità, con gioia, con libertà, testimoniando l’unità della Chiesa.

Unità che è anche segno di apertura. La comunità cristiana, la Chiesa, è “in uscita” come ama dire papa Francesco. In un luogo pubblico, in unione con tutta la città, festeggeremo il patrono San Maurizio. Anche questo è un segno di vicinanza, di comunione, di condivisione, di sensibilità e attenzione a chi vive, con noi, in Cassano. Prenderemo parte insieme alla gioia delle numerose coppie di sposi che hanno deciso di aderire alla celebrazione comunitaria degli anniversari di matrimonio. Gioiremo per le persone che ricevono dall’Amministrazione Comunale le “civiche benemerenze”, premio che ci ricorda che, nella nostra città, c’è molta gente che ama fare il bene, in silenzio, senza cercare applausi, solo per il gusto di mettersi a servizio degli altri. Tutti questi sono solo segni, è vero. ma è dai segni che si percepisce la qualità della vita che vogliamo vivere.

San Maurizio, che verrà poi ricordato e festeggiato anche mercoledì 22, alle ore 20.45, nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro, aiuti tutti noi a cercare quell’unità di cui lui stesso è stato testimone e sostenitore. San Maurizio che ha saputo convertirsi, sostenere i suoi soldati, dare prova della forza della sua fede e di quella di chi ha reso con lui la massima testimonianza della fede cristiana, aiuti tutti noi a cercare i segni attraverso i quali rendere, oggi, la testimonianza di una chiesa che, unita, libera e lieta onora Dio e serve l’uomo.

Il Vostro Parroco,