SCARICA il notiziario

IV° Domenica dopo Pentecoste

Abramo

Nell’ottica di rilettura della storia della salvezza, eccoci alla grande pagina di Abramo e alla sua intercessione per Sodoma e Gomorra. Un uomo si mette in mezzo tra Dio e due città per trovare, in queste città, almeno la figura di un uomo giusto che risponda alla voce di Dio. Giusto che, come sappiamo, non si troverà, ma ciò non renderà inutile la preghiera di Abramo. Preghiera che, come ci insegna anche San Paolo nella Epistola, serve per avvicinarci o avvicinare i nostri cari alla visione del volto di Dio, fine della vita, come il vangelo di oggi ci richiama.

Una constatazione

Constato che, da dopo la pandemia, sono venute a calare in modo assai significativo le intenzioni delle S. Messe per i defunti. Mi sembra giusto ricordare l’insegnamento costante della Chiesa a proposito. La domanda di fede dei credenti ha sempre portato a chiedersi: come possiamo aiutare le anime dei nostri cari? Come possiamo ancora essere vicino e di aiuto a chi non è più con noi? In linea più generale la domanda porta a chiedersi come aiutare quelle anime che sono ancora in una situazione di purificazione ed in attesa di entrare nella vera e piena comunione con Dio, le anime del “purgatorio”.

L’insegnamento

Il Vangelo e la tradizione della Chiesa ci insegnano che le anime del purgatorio possono essere aiutate solo con la preghiera. La preghiera più efficace per le anime che attendono di entrare nella visione di Dio è quella della Messa, poiché viene offerto a Dio in loro aiuto lo stesso sacrificio di Cristo redentore, il Sacramento che toglie i peccati del mondo ed avvicina alla gloria di Dio. Celebrare una S. Messa per un proprio caro defunto o genericamente “per le anime del purgatorio”, aiuta queste anime ad avvicinarsi alla gloria di Dio, ad abbreviare il tempo dell’attesa, ad entrare nella comunione con Dio nella quale noi tutti ci auguriamo di poter entrare dopo la nostra morte, magari anche grazie all’aiuto di chi, per noi, farà celebrare qualche S. Messa.

Per una possibile riflessione

Viviamo in un tempo in cui si fa fatica a ricordare con gratitudine ed affetto i nostri morti. Al più qualche rara visita al cimitero o qualche ricordo “delle emozioni”, nato, magari, da qualche foto o da qualche video. Ai cristiani può bastare questo? Credo proprio di no! Anzi, i cristiani lasciano ad altri queste cose e seguendo, invece, quel bell’insegnamento che Santa Monica diede a Sant’Agostino mentre lei stessa era in punto di morte. Ai figli che si domandavano dove seppellire la propria madre dal momento che erano lontani dalla propria casa, ella disse: “Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all’altare del Signore” (Conf 11, 27). Così è raccomandato anche a noi. Credo che tutti abbiamo un defunto da ricordare, e penso ai molti che vorranno ricordare le anime del purgatorio che nessuno ricorda. Perché non far celebrare una S. Messa per loro? Perché non trasmettere a chi viene dopo di noi una devozione ricca di fede e capace di farci pensare alla bellezza della vita eterna nella quale, come speriamo, ci ritroveremo?

Non lasciamo cadere ciò che la tradizione ci insegna e, ad imitazione di Abramo, anche noi facciamo un passo in mezzo tra Dio e i nostri cari defunti, volendo essere di aiuto a loro perché, un giorno, anche altri, avendo imparato dal nostro esempio, siano di aiuto a noi.

Il vostro parroco,