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Una Quaresima alla ricerca della sapienza.

Le Sapienza della quaresima.

Ogni anno cerchiamo di rileggere i testi che la liturgia ci propone in modo diverso. Quest’anno, accogliendo l’invito dell’Arcivescovo a vivere bene la Quaresima, verrà proposto, per ogni domenica, un tema di carattere sapienziale.
Il tema di questa terza domenica di Quaresima  è “la sapienza di chi si lascia illuminare”.
Nel notiziario trovate i temi per tutte le domeniche di Quaresima.

La sapienza di chi si lascia illuminare.

Uno dei possibili percorsi di conversione che la Quaresima Ambrosiana ci aiuta a vivere è quello legato al tema della “illuminazione”, percorso che vuole risvegliare in tutti noi la coscienza battesimale. È il percorso che si svolge nei sabati mattina del tempo di quaresima. Il vangelo di oggi attinge a quella sapienza, dal momento che i battezzati, nella Chiesa delle origini, erano semplicemente chiamati “illuminati”.

Un invito.

L’invito a lasciarsi illuminare è rivolto a chi vuole trovare nella fede la luce con la quale interpretare la propria vita. Il Battezzato chiede questa sapienza: egli si dispone a rinunciare “alle cose del mondo”, per vivere delle cose di Dio. Così è per il cieco nato. Egli era abituato ad una vita fatta di ristrettezza e di compassione. Ristrettezze perché non poteva vivere e lavorare come gli altri; compassione perché si affidava unicamente a quello che la gente di buona volontà poteva offrirgli. Eppure quest’uomo non si lascia chiudere in un orizzonte angusto. Egli vuole vedere di nuovo perché ama la vita! Ecco perché lascia che il Signore compia su di lui quei gesti che si riveleranno la luce degli occhi. Da qui partirà poi il suo itinerario interiore. Egli non si farà più bastare le parole degli altri, le parole che gli vengono riferite, ma indagherà da sé e comincerà un itinerario che lo porterà a riconoscere nel Cristo la presenza del Messia, il Dio che ama gli uomini e li attira a sé. Illuminato dagli occhi, quest’uomo si lascerà illuminare nel cuore e arriverà ad adorare Gesù come il suo Signore.

4° settimana: il digiuno delle parole.

Se vogliamo ottenere anche noi questa forma particolare di sapienza, la sapienza di chi si lascia illuminare, abbiamo però tutti bisogno di vivere un serio “digiuno dalle parole inutili” delle quali la nostra vita è comunque piena. Perché il cieco giunge a questa sapienza? Perché abbandona le discussioni fazione di coloro che lo interrogano ed anche le parole piene di paura che respira nella sua casa e trova, nel silenzio nel quale ripensa alle parole ricevute da Gesù, quella sapienza che lo porta alla fede. Il digiuno dalle parole degli uomini e l’attenzione alla Parola udita dal Cristo diventano in Lui sapienza che lo spinge ad abbracciare la fede come illuminazione per la vita. Così come dovrebbe essere anche per noi, specie in questa quaresima. Il digiuno dalle parole dovrebbe accendere in noi il desiderio di riprendere in mano la fede e l’illuminazione che da essa deriva per assumerla come regola di vita quotidiana. Se fosse proprio questo il “guadagno” da fare in questa epoca di pandemia? Chiediamo al Signore di lasciarci illuminare dalle parole della fede perché impariamo ad approfondire il nostro rapporto con Dio, fonte di luce per i nostri giorni.

Il vostro parroco,