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Per un nuovo anno con impegno rinnovato.

La concentrazione sull’essenziale libera dalla banalità.

Il messaggio del Natale, la verità centrale del Vangelo e del messaggio cristiano libera dalla banalità. La banalità ha l’aspetto squallido della discarica. La banalità è il deposito delle chiacchiere inutili, degli interessi superficiali, delle cose che si accumulano ma che non servono a niente, delle curiosità che distraggono, dai particolari che attirano l’attenzione senza meritarla.

La banalità è dappertutto, è sollecitata da chi deve vendere cose inutili e convincere che siano utili, è praticata volentieri nel pettegolezzo, nella mormorazione, nelle indiscrezioni. Anche in questa chiesa può abitare la banalità: la chiesa è fatta per pregare, per radunarsi come popolo santo di Dio, a celebrare i santi misteri. Si può anche venire in chiesa per curiosare, per sindacare su che cosa e come è stato fatto, sul criticare questa o quella soluzione. E così si perde l’essenziale: qui c’è il Signore e noi lo possiamo incontrare. Si può anche dire: “non c’è niente di male”. Forse non c’è niente di male, forse non si fa del male a nessuno. È però certo che il tempo e le attenzioni dedicate alla banalità sono sottratte alle cose importanti, alle attenzioni doverose. C’è chi dice: “Non ho tempo di pregare, non ho tempo per offrire un servizio alla comunità, non ho tempo per prestare attenzioni a persone che sono nel bisogno”. Ma nella discarica del tempo sciupato si accumulano le ore dedicate alla banalità. Il Natale invita a concentrarsi su Gesù e sulla salvezza che in Lui è donata. Questa concentrazione ci liberi dalla banalità.

Paolo si domanda: come lo annunceranno, se non sono stati inviati?

Questa celebrazione è l’occasione per sentirsi inviati in ogni ambiente, in ogni giorno dell’anno a essere coloro che recano un lieto annuncio di bene. Gesù è Signore: nella confusione si riconosce una luce, nella banalità si inserisce un richiamo all’essenziale, a quello che è necessario perché la nostra gioia sia piena.

+ Mario Delpini, Arcivescovo

Un impegno per la gioia.

Riprendo le parole che il Vescovo ci ha donato domenica scorsa perché tutti possiate ricominciare, con rinnovato slancio, l’impegno per la partecipazione alla vita comunitaria in questo nuovo anno pastorale. Perché impegnarsi? Perché confermare il proprio impegno o perché donare la propria adesione? La risposta che ci dona il Vescovo è semplice: “perché la vostra gioia sia piena” credo che a tutti competa l’impegno per costruire cuna comunità gioiosa, una comunità che si sa liberare dal pettegolezzo e dalle critiche e sa guardare avanti per costruire una realtà che sappia di Vangelo. Tre priorità:

  1. Il ritorno, al più presto possibile, secondo le indicazioni e le norme che saranno date, ad una vita “in presenza” soprattutto per quanto attiene la celebrazione della S. Messa e, in generale attiene alla vita di preghiera e dei sacramenti, come pure a tutte le manifestazioni comunitarie della vita di fede;
  2. L’accoglienza dei sacerdoti anziani che permetta a loro di svolgere il loro ministero secondo ciò che le età e le condizioni di salute consentono. Ciò comporterà una revisione degli orari delle S. Messe in S. Maria (vedi pag 2);
  3. L’attenzione perché le attività concernenti il tempo libero siano svolte in forma comunitaria nelle tre parrocchie e nei tre oratori, riappropriandoci di quella funzione educativa che la comunità cristiana non può mai tralasciare di avere.

A tutti l’augurio per una buona ripresa di ogni attività di partecipazione comunitaria.

Il vostro parroco,