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La sapienza degli inizi.

Un nuovo anno pastorale.

Come sappiamo, l’8 settembre segna, per la comunità diocesana, la data dell’inizio del nuovo anno pastorale. C’è sempre una sapienza degli inizi che quest’anno ha un sapore del tutto particolare. Siamo, infatti, alle prese con la lenta e a tratti faticosa ripresa di questo periodo di convivenza con il Virus e le sue evoluzioni e penso alle domande di molti.

Come andranno le cose? Ci sarà una temuta “seconda ondata”? C’è qualcuno troppo pessimista e che spaventa le persone? Sono le domande più ricorrenti.

Come inizierà la scuola? Basteranno le regole che ci dicono? Come reagiranno i nostri figli? Sapranno ri-abituarsi dopo una lontananza così lunga? Credo siano le domande presenti in molti genitori.

Come si vive nella Casa di Riposo (RSA) del nostro comune? I volontari potranno riprendere il servizio? Si riprenderà la celebrazione delle S. Messe anche per loro? Penso siano le domande che sono dentro chi ha una maggiore sensibilità al tema delle fragilità. E molte altre domande ancora.

C’è una sapienza che va oltre le domande.

C’è, però, una sapienza che sa andare oltre le domande. La sapienza di chi non si lascia spaventare, ma reagisce con calma, attenzione, spirito di discernimento, raziocinio.

La sapienza di chi non si fascia sempre la testa, di chi non critica sempre tutto e tutti per come si fanno le cose, la sapienza di chi si chiede cosa può fare lui in prima persona per rendere sicura la propria vita e quella degli altri.  C’è la sapienza degli educatori, che sanno che il loro compito è cercare di tirare fuori il meglio da ciascuno, anche nelle situazioni più difficili.

Per ottenere questa sapienza…

Chi ha questa sapienza? Chi la può ottenere? Solo chi si fida di Dio, ci dicono le scritture di oggi, solo chi ha fede nella vita eterna, solo chi si lascia andare nelle mani di Colui che tutti chiama alla vita e a tutti promette quella eterna. Ancora una volta, le scritture ci dicono che, per avere questa sapienza occorre approfondire la parola di Dio, che è l’unica compagna di tutti i giorni, l’unica certezza nel cammino, l’unica forza che sostiene anche nei momenti più incerti o difficili.

Cerchiamo di ottenere questa sapienza, cerchiamo di vivere insieme la sua ricerca, cerchiamo di dare segni di normalità nuova, che, pian piano, costruiamo seppure nell’incertezza dei tempi. A questo mirano anche le ricorrenze, feste e celebrazioni di questo mese. Nell’invitarvi a prenderne parte, credo che ci sia già un atteggiamento di sapienza: quello di tutti coloro che vogliono continuare a costruire la propria comunità con una partecipazione sincera, feconda, prudente ma… sapiente!

Il vostro parroco,