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La Sapienza

C’è un fondo di sapienza…

C è un poco di sapienza anche in coloro che sembrano uomini feroci, lontani da Dio, senza valori, uomini senza scrupoli… C’è un fondo di sapienza anche in loro perché, come ben ci dimostra il Vangelo di oggi, sanno rendersi conto della presenza degli uomini di Dio e sanno percepire i richiami di quel Dio che pure intendono ignorare e non ascoltare. C’è anche oggi un fondo di sapienza negli uomini e nelle donne che rinnegano Dio, i valori della fede, i costumi ricevuti dai padri… c’è un fondo di sapienza anche in loro, perché c’è un fondo di sapienza in ciascun uomo. È quel fondo di sapienza che spinge a riconoscere, comunque vadano le cose, il valore dei profeti, l’importanza degli uomini di Dio, il valore delle cose sacre, l’importanza perfino di tutte quelle realtà che, poi, non si rispettano o di quei moniti ai quali, poi, non si ubbidisce. 

C’è una sapienza più profonda… 

C’è, però, una sapienza assai più profonda. È la sapienza dell’uomo di fede, è la sapienza di chi sa ritirarsi in disparte con il Signore, per lasciare che sia la sua presenza, la sua parola, ad illuminare i grandi perché della vita, a permettere di trovare le risposte per le cose più serie dell’esistenza, a garantire i passi, specie nei momenti più bui della vita, quelli in cui tutte le cose si scombinano e vanno perfino in crisi. Come è capitato a chi ha assistito alla morte di Giovanni, alla fine violenta del suo ministero profetico, alla sopraffazione della sua vita. 

La (nostra) sapienza di vita.

Che sapienza mostriamo noi nella nostra vita? Che sapienza di vita abbiamo acquisito? 

Le domande sono quelle che il nostro Arcivescovo ci chiede di porci nell’inizio ormai imminente del nuovo anno pastorale. Un inizio che avviene dopo questa esperienza di pandemia sulla quale, da tempo, riflettiamo. Un’esperienza che ha mutato ritmi, tempi, movimenti del vivere comune. Una pandemia che ci ha lasciato con immagini di dolore e di morte, una pandemia che ci mette davanti a Dio e che ci fa porre, a noi stessi e a Lui, molte domande. 

L’anno pastorale che stiamo per iniziare deve essere l’anno nel quale cercare “una” sapienza di vita. Per noi credenti non “una” sapienza a caso, ma “quella” sapienza del vivere che viene dalla fede, che è fatta dalla Rivelazione, ovvero dalla Parola del Signore ma anche dalla sapienza della Chiesa e, quindi, dalla tradizione. “Quella” sapienza del vivere che non è cosa per uomini solitari, ma solo per chi sa bene che la vita comunitaria è garanzia di sapienza. “Quella” sapienza di vita che è la sapienza incarnata dai Santi, tra cui anche Giovanni il Battista, di cui facciamo memoria nel suo martirio glorioso. Chiediamo al Signore di aiutarci ad assumere questa sapienza di vita che fa bene all’anima e che ristora lo spirito, oltre a creare una comunità: la comunità di coloro che si lasciano guidare dalla sapienza della fede. Riprendiamo così il cammino dopo la nostra estate che volge al termine, pieni di desiderio di conoscere e di fare nostra la “sapienza del vivere cristiano” che ci appartiene.

Il vostro parroco,