Nuovo! 23 Agosto 2020

Cesare e Dio.
Molto spesso questo brano di Vangelo è stato interpretato come il sostegno o la giustificazione della divisione tra il potere temporale – Cesare – e quello spirituale – il Papa per giungere a Dio – .
Credo che l’interpretazione migliore sia un’altra! Dare a Cesare quello che è di Cesare significa partecipare alle diverse attività della vita con tutto l’animo umano, vivendole appieno, come è compito di ogni uomo. 
Il cristiano ha, però, un altro compito: quello di ricordarsi che la propria anima deve tornare a Dio.
Rendere a Dio. 
Rendere l’anima a DIo non è soltanto sinonimo di morire. Rendere ‘l’anima a Dio presuppone di saper riconoscere l’importanza di Dio, a cui tutto torna, ma presuppone anche che ciascuno riporti la propria anima a DIo dopo essere cresciuto attraverso le cose della vita. Rendere a Dio quello che è di Dio significa ricordarci di far tornare la nostra anima a Colui dal quale tutto proviene e al quale tutto torna, non solo dopo essere passati attraverso le esperienze che “segnano” l’anima (il peccato), ma anche dopo quelle che la accrescono.
La cura per il bene. 
E’ proprio in questo senso che trova giustificazione l’interesse per il bene comune, la cura per la casa di Dio, la vicinanza ai poveri, il sostegno ai deboli ed ogni altra opera di bene che ci viene in mente. Usiamo bene del tempo e dei mezzi che abbiamo a disposizione per compiere il bene che possiamo.
Un interessante esercizio spirituale.
Con oggi e per tutta questa settimana che precede il martirio di San Giovanni il Battista, leggeremo il libro dei Maccabei. Un libro interessantissimo che ci aiuta a capire che solo dove la fede è messa al centro di ogni cosa, solo dove la fede è trafficata, solo dove non c’è timore per coloro che tentano di opprimere, nasce e si fortifica il desiderio di far tornare l’anima a DIo, con la purezza di costumi, icon la limpidezza di una fede adamantina, con l’eroismo che è concesso ai santi. Vi invito a leggere queste pagine che la liturgia ci offre, nell’intento di rendere più salda quella fede che tutti possediamo e che, insieme, dobbiamo edificare.

Il vostro parroco,