Nuovo! 9 Agosto 2020

Sostenere il tempio!

Ogni esperienza di fede ha al suo centro lo spazio sacro. Era così nell’antico Israele, è così nella fede cristiana, ma è così anche in ogni altra esperienza religiosa. 
Anche noi, nel “piccolo” della nostra comunità, stiamo mettendo mani a qualcosa del genere. Il restauro corposo della Chiesa di San Giulio, il principale tempio della nostra cittadina, mette anche noi nella possibilità di collaborare all’edificazione di un “tempio di pietre”.

Pietre o pietre vive?

Certo, nessuna cosa è più importante delle “pietre vive” che siamo noi e che, con la nostra presenza, con la nostra disponibilità, con la nostra fede, siamo chiamati ad erigere quel “tempio interiore” senza il quale sarebbe vano anche avere un tempio di pietre. 
E tuttavia, non è dato a tutti di essere quella generazione che “costruisce Chiese”, o le restaura, in nome di Dio e della fede. Prendersi cura di uan Chiesa è espressione dell’amore per Dio, anzitutto. Prendersi cura di un Chiesa è valorizzare la fede dei padri che hanno costruito le chiese che abbiamo a disposizione noi. Prendersi cura di una chiesa è un segno per dare forza alla vita di una comunità. Prendersi cura della chiesa è dire a tutti, oggi, che la fede ha un futuro, che la fede ha un fascino anche per gli uomini e le donne di oggi. Prendersi cura della Chiesa è um modo per ringraziare Dio del dono inestimabile della fede che abbiamo ricevuto.
L’obolo della vedova. 

Il Vangelo di oggi ce lo dice in maniera chiara. La storia lo conferma. A costruire le grandi chiese e le grandi cattedrali non sono quasi mai state le grandi donazioni di pochi. Piuttosto i molto obli di chi dava “due spiccioli” nella cassa del tempio. Che dire del nostro Duomo di Milano, dove esiste un registro di tutti i contribuenti all’opera? Uomini semplici, donne povere, vedove che davano “quello che avevano per vivere”, prostitute che, al termine della notte, portavano in Duomo la “decima” del loro incasso! ebbene sì! il Duomo nel quale noi preghiamo, cantiamo, incontriamo il Vescovo… è fatto anche da queste piccole cose!
I due spiccioli…
Forse, lo dico a tutti, allora tocca un poco anche a noi dare i nostri “due spiccioli” per la riedificazione di San Giulio. Forse, anche in tempi difficili, non è impossibile fare la carità per la Chiesa. Forse i due spiccioli sono i risparmi della pensione. Forse sono una piccola quota del proprio stipendio. Forse sono la decima di una vacanza. Forse, lo dico per chi può perché a Cassano non sono pochi, è possibile anche qualche offerta più generosa per coloro che non hanno problemi e per i quali la situazione di quest’anno è stata motivo di ulteriori incassi…
 
Insomma, ciascuno usi la propria libertà! ma soprattutto usi il cuore! ricordando poi che Dio dona il centuplo…

Il vostro parroco,