SCARICA il notiziario

Come un memoriale…

Siamo tuti presi dalla data di scadenza. Quando compriamo un prodotto alimentare, ormai esperti di etichette, tra le varie cose che guardiamo, ovviamente, facciamo cadere l’occhio sulla data di scadenza. Anzi, forse siamo tra coloro che, tra i diversi scaffali del supermercato o nel banco frigo, frughiamo tra i prodotti posti dietro, così da andare a scegliere quello con la scadenza più lontana nel tempo. Così come, se le cose permangono un po’ di tempo nel nostro frigo o nella nostra dispensa, prima di cibarcene guardiamo bene la data di scadenza, magari lasciandoci prendere dalla discussione su quando veramente scadono le cose. C’è una data di scadenza anche per il cristiano?

Allora comincerete a dire…

Pare proprio di sì, perché, al pari di un’etichetta su un prodotto, anche noi vogliamo avere l’etichetta di cristiani! Non sempre questa etichetta, però, corrisponde alla realtà! Lo dice bene il Vangelo di oggi. Uno potrebbe anche avere l’etichetta di cristiano ma, poi, vivere in modo del tutto difforme dalla fede. Costui non può illudersi di essere cristiano né, tantomeno, di avere salva l’anima. Dice bene Gesù: “un giorno direte: abbiamo mangiato in tua presenza, tu hai insegnato nelle nostre piazze… ma io vi dirò: in realtà io non vi conosco!”. Come dire: non basta dirsi cristiani, non basta riconoscersi in un simbolo, non basta qualche messa e qualche preghiera magari anche detta in modo distratto per dirsi cristiani! Occorre un cuore ardente che sappia interrogarsi ogni giorno su come seguire il Signore. Questo rende cristiani!

Come un memoriale.

Come ci ricorda anche oggi la figura di Giosuè. Occorre un memoriale, occorre qualcosa che permetta alla memoria di tornare alle cose essenziali della fede, qualcosa che permetta di capire che si è credenti solo quando e solo se si segue il Signore con tutta l’anima, con tutte le forze, con tutto il cuore. Giosuè che ricorda ad Israele cosa accadde presso Gerico, invita ciascuno di noi a fare memoria della nostra fede e a rinnovare sempre la nostra adesione a Dio. Solo così la fede non scade! Solo se è trafficata, curata, approfondita.

“Meglio essere cristiani senza dirlo, che dirlo senza esserlo”, diceva Sant’Ignazio di Antiochia. Questa domenica dovrebbe servirci proprio a capire che o anche noi rinnoviamo continuamente la nostra adesione a Cristo Signore, o rischiamo di avere l’etichetta di cristiani, perché battezzati, ma senza più esserlo. 

Invito non solo a ricordarlo per noi, ma anche a ricordarlo a chi vive una vita non più cristiana, avendo smarrito i valori della fede. Preghiamo per i nostri figli, per i nostri nipoti che sono in questa situazione ma magari, anche aiutati da questa parola di Dio, offriamo loro la possibilità di comprendere quanto sta avvenendo nelle loro vita. 

Solo così potremo, forse, riaccendere il gusto di Dio nelle loro menti e nei loro cuori. Così che nessuno, un giorno, si senta dire: “in realtà non so di dove siete”. 

Il vostro parroco,