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Tra le domeniche di Pasqua questa, la terza domenica di Pasqua è la più “difficile” nei suoi contenuti. Direi però che possiamo comprendere il suo messaggio se iniziamo a comprendere l’itinerario sacramentale che è proposto. 

Battesimo e confermazione

La prima lettura e il vangelo si riferivano al Sacramento del Battesimo. La prassi della pima comunità cristiana, poi, ha introdotto, come sempre emergeva dal libro degli Atti, il Sacramento della Confermazione, o cresima. Il battesimo rappresenta l’inizio della vita cristiana, come tutti sappiamo, mentre la cresima la decisione del divenire discepolo e di seguire il Signore. 

Riconciliazione, Matrimonio e Ordine. 

La seconda lettura, ricordando l’immolazione volontaria del Signore, ci ha fatto percepire l’importanza del sacramento della riconciliazione, per rimettere nelle mani di Dio il nostro senso di finitudine e, quindi, di errore. Come sappiamo, il Signore, nella sua volontaria immolazione, ha però istituito anche altri due sacramenti, i sacramenti della maturità cristiana o della scelta: il matrimonio come donazione a cuore indiviso alla persona con cui ci si lega per la vita e l’ordine che, come sappiamo, è istituito nel cenacolo insieme alla S. Eucarestia, sacramento della donazione di Cristo alla Chiesa (eucarestia) e servizio a cuore indiviso nella chiesa (ordine).

Eucarestia.

La lettura del Vangelo e, in essa, soprattutto il titolo che viene attribuito dall’evangelista a Gesù, “Agnello di Dio”, rimanda tutti noi alla S. Eucarestia. Sono queste le parole con cui ci apprestiamo, normalmente, a ricevere il Sacramento nella comunione. L’Eucarestia è il punto di arrivo di ogni itinerario sacramentale e il punto di forza di ogni partecipazione alla vita ecclesiale. 

Unzione dei malati.

Manca solo, nelle letture odierne, il rimando alla unzione dei malati, sacramento che trova la sua icona fondamentale nella lettera di San Giacomo. Lo ricordiamo però per completezza rispetto al settenario classico dei sacramenti. 

Pasqua e Sacramenti. 

La liturgia di oggi ci dice che il cristiano, nel corso del tempo, vive la sua Pasqua mediante la partecipazione ai sacramenti. Dall’inizio fondante del Battesimo, passando per la riconciliazione dei propri peccati, approdando all’Eucarestia e alla Confermazione, si trova la forza per decidere della propria vita con il matrimonio o con l’ordine, in attesa di rimettere tutta la propria esistenza nelle mani di Dio. 

Questo il senso logico di ogni iniziazione cristiana e di ogni vita cristina che si rispetti. 

Nell’impossibilità di vivere i sacramenti…

Oggi siamo nell’impossibilità temporanea di vivere i sacramenti. Le norme in vigore ci impediscono quei raduni abituali che ci aiutano a comprendere il senso della Pasqua nelle nostre vite. Come superare questa difficoltà?

Anzitutto sviluppiamo una dinamica di comprensione più approfondita dei sacramenti. In un momento in cui non possiamo riceverli, possiamo però desiderarli e magari comprenderli meglio. Il tempo di questa astensione obbligatoria ci porti a valorizzare la forza di fede che da essi viene. 

Riscopriamo il senso del Battesimo, ovvero del nostro essere cristiani. È dal Battesimo che nasce la fede e la partecipazione attiva alla vita della Chiesa. Noi riceviamo i sacramenti a tappe, per lo più cadenzate sul ritmo scolastico. Forse questa prassi secolare ha un poco spento il significato di accompagnamento che il sacramento vorrebbe avere. Occorre riscoprire la forza del Battesimo e la decisione di essere discepolo, se vogliamo davvero vivere in pienezza un itinerario di fede autentico. 

I sacramenti non sono “riti”. O meglio, ogni sacramento ha il suo rito, ma la forza di ogni sacramento non si esaurisce nel rito. Riscopriamo la verità che essi comunicano, e cioè che al credente è chiesto di farsi discepolo e quindi di vivere la fede non come un insieme di tradizioni da rispettare, ma come un cammino che rinnova la vita reale di ogni uomo. 

Prepariamoci a un graduale ritorno in chiesa, secondo le indicazioni che riceveremo. La cosa non sarà semplice. Per ora abbiamo già messo in campo gli studi che sono necessari per attuare le disposizioni probabili, ma siamo tutti in attesa delle indicazioni del governo e delle decisioni che l’Arcivescovo renderà concrete per la nostra diocesi. In questo momento a tutti, anche a noi sacerdoti, è chiesta la virtù della prudenza e, quindi, attendiamo. Valorizziamo gli strumenti che abbiamo creato attraverso il sito, che spero vi facciano percepire che la comunità è viva, anche se non radunata nella sua compagine visibile.  Arriverà il tempo per ritrovarci e allora sarà ancora più bello percepirci popolo che, in nome del Risorto e con la forza dei Sacramenti, cammina nella storia. 

Il vostro parroco,