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Vivere la Pasqua 2020… 

L’anno del Signore 2020 sarà ricordato per questa pandemia che sta bloccando nelle proprie case 1/3 del pianeta.
Per noi cristiani sarà ricordato come l’anno in cui, per mesi, non abbiamo potuto riunirci, non abbiamo potuto celebrare la S. Messa e gli altri momenti della vita comunitaria con la presenza del popolo che Dio ha radunato attorno a sé e, soprattutto, come l’anno in cui non si è potuta celebrare la Settimana Santa e la S. Pasqua. Come vivere questi giorni santi?

Israele e la Pasqua antica.

La Pasqua di Israele, quella che ricordava il passaggio nel Mar Rosso, la liberazione dalla schiavitù e dall’oppressione dell’Egitto e l’inizio del viaggio verso al vita nuova, era una festa da celebrare in famiglia. Il più piccolo presente alla tavola di Pasqua, domandava: “perché questa cena? Perché questa pasqua?”. Rispondeva il più anziano, con la narrazione dei fatti che sono raccontati nell’Esodo. Attorno ad una tavola, con le erbe amare e la salsa “keroset”, per ricordare la schiavitù in Egitto e il duro lavoro per gli egiziani; il pane azzimo e il vino, per ricordare la gioia e la fretta del percorso che iniziava verso la terra della promessa e la benedizione di Dio; l’agnello pasquale abbrustolito al fuoco, per ricordare che la salvezza viene dal Signore e non dall’uomo. Il “seder di Pesah”, letteralmente “l’ordine della Pasqua”, è, per i figli del popolo ebraico, una festa di famiglia.

La Pasqua di Gesù. 

La Pasqua di Gesù inizia come il “seder di Pesah”, nel cenacolo, con la tavola, con i discepoli. Gesù prende il pane e il calice del vino, presenti sulla tavola, donando un nuovo significato. Con la sua benedizione e con la sua presenza che sarebbe stata rinnovata dal sacerdozio trasmesso agli apostoli, Egli affida alla Chiesa la sorgente della vita comunitaria e l’apice di ogni preghiera: l’Eucarestia.

La Pasqua delle prime comunità cristiane.

La Pasqua delle prime comunità cristiane sarà un “mix” di queste due posizioni. Da un lato, le piccole comunità perseguitate non hanno ancora visibilità e uno spazio in cui radunarsi: ci si trova nella case dei cristiani che, rischiano la loro vita, mettono a disposizione i propri ambienti per il raduno di piccoli gruppi; dall’altro il raduno è per la “cena del Signore”, per l’’Eucarestia. Dimensione di famiglia e dimensione di “popolo di Dio” si fondono insieme, prima che l’espandersi della comunità cristiana e la fine delle persecuzioni facciano erigere spazi sacri in cui celebrare i riti.

La Pasqua 2020. 

La Pasqua di quest’anno, come tuti sappiamo, vedrà l’impossibilità di radunarsi per tutti i riti della “settimana santa” a cui siamo, per così dire, “abituati”.

Il fatto che la celebrazione sarà “a porte chiuse”, non significa però che la chiesa sia “chiusa”, né, tantomeno, morta. Vi invito a riscoprire quella dimensione di famiglia che la Pasqua potrà donarci. Come?

  1. Invito tutti a discutere dei “fatti” della passione del Signore. È possibile a tutti prendere in mano il Vangelo e leggere i capitoli della passione, morte e risurrezione del Signore. Facciamoci domande, anche semplici: perché Gerusalemme? Perché il cenacolo? Perché la morte fuori dalla città…? La comunicazione di fede nasce anche da queste piccole questioni che possiamo suscitare. Se necessitiamo di un aiuto, possiamo anche scrivere e creare una sorta di catechesi personalizzata. (mail a: parroco@comunitasanmaurizio.it).
  2. La vitalità della chiesa è la vitalità dei sui figli. Facciamo una scelta di rinuncia e di “digiuno”, soprattutto il venerdì santo e cerchiamo di tradurre in offerta di carità la nostra rinuncia. Poiché siamo un po’ impossibilitati a vivere azioni di carità nella donazione agli altri, riscopriamo il valore della elemosina, dell’offerta. Dalle offerte che riceveremo in occasione della S. Pasqua, detrarrò la quota che, come è tradizione, va versata alla Custodia di Terra Santa (normalmente sono le offerte raccolte il venerdì santo), per ricordarci anche dei cristiani della terra di Gesù, alle prese con le loro difficoltà antiche e nuove.
  3. Decidiamo di partecipare alla preghiera in quella forma mediatica che, ormai, diventa abituale. Le proposte possono essere moltissime, io invito a quella della comunità, pensate per il nostro stare insieme radunati dalla Croce del Signore.
  4. Il giovedì santo consiglio a tutti i genitori con figli al catechismo ( ma anche per gli altri, perché no?) di fare un pane in casa e di spezzarlo, insieme, alla cena. Non è il pane eucaristico, che manca a molti, ma è comunque un gesto carico di significato e di fede. Potrebbe anche essere questa l’occasione per discutere un po’ della cena di Gesù. Mandaci le tue foto! Le pubblicheremo sul sito! (mail a: parroco@comunitasanmaurizio.it).
  5. Il venerdì santo invito tutti a recitare la preghiera davanti al Crocifisso qui sotto riportata. Esporrò dalla Casa Parrocchiale anche una Croce luminosa. Il segno sarà visibile a pochi, ma sarà un segno di benedizione per la nostra città e per le nostre case. Per il bacio del crocifisso, possiamo compierlo con un crocifisso di casa.
  6. A Pasqua suoneranno le campane agli orari consueti delle S. Messe, non già per annunciare il ritrovo, ma per ricordare a tutti che è giorno di festa e di speranza. La scampanata solenne delle ore 12 sarà il segno per unirci nella preghiera del Regina Coeli che sarà riportata nel prossimo notiziario.
  7. Il lunedì dell’Angelo non è giorno di precetto, ma sarà ugualmente trasmessa la S. Messa alle ore 09.30.
  8. Sul sito saranno riportate le omelie che pronuncerò per la vita di comunità. Continuerà anche la catechesi quotidiana attraverso la parola di Dio, mentre termina il quaderno di “San Maurizio numero 2”.

A tutti esprimo la mia vicinanza, assicuro la mia preghiera per i malati, l’intercessione per i morti, nella speranza di vedervi, presto, prestissimo!

Buona settimana santa!

Il vostro parroco,