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Una Parola da don Andrea

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Pasqua di Risurrezione

Per una Pasqua di novità

Due sono le forze della Pasqua: l’una, eccelsa, potentissima, quella divina, la sola che dà la grazia e il potere redentore; l’altra, misera, vacillante, ma indispensabile, più condizione che causa: la nostra volontà.

Insieme, dunque: la volontà di Dio salvatrice; la nostra, che accetta e risponde. Qui è il punto su cui deve fermarsi la nostra attenzione e azione. Il Battesimo ha due aspetti, due coefficienti, giacché è un fatto divino e un fatto umano. Da una parte la grazia; dall’altra la promessa. Cosi la vita del cristiano è un impegno fondamentale e decisivo. Essa introduce in noi uno stile; ci rigenera; ci fa rinascere in Dio. È il principio della nostra resurrezione. Siamo diventati cristiani. Lo siamo realmente? Siamo, cioè, forti, coerenti, veri cristiani? O, invece, siamo dimentichi e deboli? Fin dove arriva il disimpegno dell’uomo moderno di fronte agli obblighi assunti col santo Battesimo. Oltre al male in se stesso, è noto come ogni noncuranza e trascuratezza è di scandalo e di cattivo esempio per molti. Ognuno di noi, invece, faccia proprio e rafforzi personalmente il Rito pasquale, nel senso di assicurare al Signore, con fermezza e con gioia, che intendiamo essere fedeli e rispondere alla grazia, associandoci alla sua stessa vita. 

Se vogliamo davvero rendere leggero il giogo di Cristo, non useremo certo il mezzo di portarlo male o di scuoterlo dalle nostre spalle. Se lo desideriamo, così come Egli lo ha definito, soave e lieve, e cioè fonte di energia, fiducia, vita, dobbiamo portarlo con lealtà, coerenza, comprensione, vale a dire con tutto il cuore. Gioia pasquale è, dunque, il sentire che l’essere cristiani non è cosa vana, bensì principio di vita nuova e di speranza che non muore. 

(San Paolo VI, 17 aprile 1965)

Con l’Augurio che questa Pasqua nuova, questa Pasqua “maggiore” perché nuovamente celebrata nelle nostre chiese, ci aiuti a prendere sul serio e con forza gli impegni del nostro battesimo, per una speranza viva che non muore.

Insieme con le Madri Canossiane, don Andrea, don Germano, don Giancarlo, don Antonio e Padre Mario, l’augurio per una Santa Pasqua di risurrezione.

Il vostro parroco,

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Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
Ringrazio tutti i cristiani, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che pregano per questo momento, tutti uniti, qualsiasi sia la tradizione religiosa alla quale appartengono.

Papa Francesco

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UN PRESEPE IN ONORE DELLA SACRA SPINA: L’ULTIMO DONO DI MARIO MENARBIN ALLA SUA COMUNITÀ

Vuole ricordare i 450 anni dal ritrovamento della Sacra Spina, custodita in Santa Maria del Cerro, il singolare presepe che Mario Menarbin aveva iniziato a costruire, con la sua solita passione e competenza: il cassanese, mancato all’improvviso lo scorso 3 novembre, non è purtroppo riuscito a completare la rappresentazione della Natività, una delle tantissime da lui realizzate per la sua chiesa.

In accordo con il parroco don Andrea, alcuni amici con cui Mario aveva condiviso l’impostazione e lo spirito del suo nuovo lavoro hanno deciso comunque di allestire il presepe nella parrocchiale, senza concluderlo, ma limitandosi ad assemblare le parti dell’opera, sulla base delle precisissime annotazioni da lui lasciate. Il desiderio, spiegano i promotori dell’iniziativa, è quello di «mantenere vivo nella comunità il ricordo affettuoso e riconoscente di una persona animata da una salda fede, da una esemplare disponibilità, da una grande coerenza cristiana, da un forte attaccamento alla sua comunità, alla sua chiesa parrocchiale e ai suoi tesori». Lo dimostra la scelta di celebrare, con il presepe di quest’anno, il significativo anniversario del rinvenimento della Sacra Spina della corona di Cristo, notevole reliquia che san Carlo Borromeo ritrovò nel castello cassanese durante la visita pastorale del 1570, invitando i Visconti a donarla alla parrocchia, perché fosse venerata dai fedeli. L’episodio è ricordato in Santa Maria da uno degli affreschi del ciclo eseguito, fra il 1895 e il 1905, da Luigi Morgari: il dipinto è stato riprodotto da Mario, con una soluzione originale, nella sua artistica rappresentazione della Natività, benedetta dal parroco domenica 13 dicembre.

Di seguito la descrizione del presepe, redatta dagli allestitori.

Nel 450esimo anniversario (1570-2020) del ritrovamento della Sacra Spina da parte di san Carlo Borromeo, nel castello in cui era ospite dei Visconti, il presepe è memoria di tale episodio, di fondamentale importanza nella storia della parrocchia di Santa Maria del Cerro.

Anzitutto, l’ambientazione della Natività: da un dipinto di anonimo (che è piuttosto una rievocazione “libera”, fatta a memoria e non tanto un disegno dal vivo) è ricostruito il contesto dell’epoca: il castello sulla collina e la vita e il lavoro contadino e artigianale ai piedi di questa, e soprattutto la chiesa, prima del rifacimento del 1831, orientata a est e con l’accesso dove oggi è l’abside.

In una sorta di nicchia sul fianco della chiesa, la riproduzione dell’affresco relativo al ritrovamento della preziosa reliquia: una licenza storico-artistica, dato che il Morgari affrescò la lunetta a inizio ‘900, che però sottolinea ulteriormente il riferimento all’episodio del 1570.

Nell’insieme, una sintesi forse un po’ fantasiosa dal punto di vista storico, ma coerente al messaggio di fede e di fedeltà alle tradizioni che l’autore del presepe ha voluto trasmetterci.

Ecco alcune foto dell’opera, della sua inaugurazione e del dipinto cui Mario si è ispirato per l’ambientazione: non lasciamoci sfuggire l’occasione di ammirare dal vivo questo capolavoro!

Appuntamenti Settimana 17-23 Agosto 2020

IL MEETING “SPECIAL EDITION” A CASSANO
Quest’anno, a causa dell’ emergenza sanitaria, il MEETING PER L’AMICIZIA FRA I POPOLI sarà anche in forma digitale e potrà essere seguito, via internet, da chiunque e in ogni luogo. Alcuni amici, con il desiderio di ritrovarsi insieme a gustarne la bellezza, invitano chiunque lo desideri a partecipare agli eventi organizzati secondo il seguente programma.

Appuntamenti Settimana 10-16 Agosto 2020

  • Mercoledì 12: ore 20.45 Chiesa di Santa Maria. S, Messa e triduo in onore della Beata Vergine Maria. 
  • Giovedì 13: ore 20.45 Chiesa di Santa Maria. S, Messa e triduo in onore della Beata Vergine Maria.
  • Venerdì 14: S. Messe a conclusione del triduo: ore 17.00 S, Anna; ore 18.00 San Giulio; ore 18.30 S. Maria; ore 20.30 S. Pietro
  • Sabato 15: S. Messe con orario festivo in tutte le chiese tranne la S. Messa delle ore 20.30 in San Giulio che rimane sospesa
  • Domenica 16: S. Messe con orario festivo compresa quella delle 20.30 in San Giulio
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L’amore è un frutto che matura in ogni stagione ed è sempre alla portata di ogni mano. È il dono più grande che chiunque possa fare.

Madre Teresa di Calcutta

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