2a dopo la Dedicazione. La partecipazione delle genti alla salvezza
Un largo respiro
La curiosità su chi si salva, il numero dei salvati, le condizioni per la salvezza, hanno attirato, da sempre, l’attenzione degli uomini, già ai tempi dell’autore biblico e di Gesù. Così come vediamo riflesso anche nelle Scritture di questa domenica, seconda dopo la dedicazione del Duomo, che hanno un tema preciso: la partecipazione delle genti alla salvezza. Con indicazioni precise:
- tutti sono chiamati alla salvezza, nessuno escluso;
- la salvezza viene attraverso Cristo, che toglie la separazione tra l’uomo e Dio;
- l’uomo è chiamato a partecipare alla salvezza collaborando con la sua libertà.
Vorrei sostare brevemente, in questo notiziario, sul tema della “disperazione della salvezza” che è uno dei famosi peccati contro la speranza sui quali abbiamo anche riflettuto nella serata finale del corso di esercizi per la comunità che ha preceduto la festa della Madonna del Rosario.

Disperare della salvezza
Chi dispera della salvezza? Potremmo dare diverse risposte. Credo che disperi della salvezza chi non ha il coraggio di guardare al futuro, ma rimane ancorato al passato. Dispera della salvezza chi pensa sempre al proprio peccato, quasi senza perdonarsi, rimanendo concentrato sulle cose che ha sbagliato e mai proteso a dare spazio alla misericordia di Dio. Dispera della salvezza chi crede di avere fatto troppo tardi, chi pensa che non sia arrivato a tempo a conoscere il mistero di Dio e ad interrogarsi su di esso. Dispera della salvezza chi pensa alle opere che può compire con le proprie forze, quasi ritenendo che la salvezza eterna sia qualcosa da acquistare a furia di opere buone e non, invece, fidandosi di Dio. Dispera della salvezza chi chiude presto il discorso, il pensiero sulla salvezza eterna, ritenendosi non degno di essa.
Per noi
Ecco il richiamo per noi.
Impariamo, anzitutto, ad interrogarci sulla salvezza eterna. Potremmo quasi dire così: per avere la salvezza eterna, come dono prezioso da ricevere da Dio in Cristo Risorto, occorre avere la forza, la capacità, forse anche il coraggio di rivolgere ad essa il nostro pensiero. La salvezza eterna incomincia, in noi, quando noi sappiamo interessarci di essa. Il richiamo della festa dei santi e della commemorazione dei fedeli defunti che abbiamo vissuto nei giorni scorsi, ci deve ricordare che noi tutti siamo indirizzati verso la salvezza eterna. Perché la raggiungiamo davvero occorre, però, almeno interessarci di essa.
Impariamo, poi, che la salvezza eterna è un dono universale. Si può giungere alla salvezza eterna attraverso diverse vie. I cristiani la raggiungono attraverso la via che è Cristo stesso, il rivelatore del Padre, la via più sicura e più diritta per arrivare a Dio.
Poiché disperare della salvezza è un peccato che non ammette remissione, occorre abbandonare ogni tentazione che avvertiamo verso di esso e avere il coraggio di alzare lo sguardo, qualsiasi cosa sia accaduta! Dio è più grande di qualsiasi peccato, Dio può risollevare da qualsiasi cosa! Così, con questa pace e con questa speranza del cuore, avviamoci verso la festa di Cristo Re e verso la fine di questo anno liturgico.
Il Vostro Parroco,